Gianna Beretta Molla, «un inno alla vita»

Nell’anniversario della canonizzazione, la figlia, Gianna Emanuela, racconta la sua santità “ordinaria”, vissuta nel rapporto con il marito Pietro, nella professione di medico e nel suo essere madre

di Daniele Piccini, 17.5.12 http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=8566

«Dopo quel 16 maggio 2004 mi è impossibile non emozionarmi ogni volta che vedo piazza san Pietro. Il giorno che Papa Giovanni Paolo II canonizzò mia madre, Gianna Beretta Molla, mio padre era molto malato, è stato un miracolo che sia riuscito ad essere presente. Ricordo che quel giorno il Papa definì mia madre “un inno alla vita”». Benché non l’abbia mai conosciuta, Gianna Emanuela Beretta Molla parla di sua madre come se ne avesse avuto un’esperienza e una frequentazione quotidiana.

Al secondo mese di gravidanza, nel settembre del 1961, a sua madre Gianna Beretta, decima di 13 figli e sposa dell’ingegnere Pietro Molla, diagnosticano un fibroma all’utero. Al momento dell’operazione chiede al chirurgo di pensare di più al bimbo che porta in grembo. Alcuni giorni prima del parto, conoscendo il rischio che correva, raccomanda ai medici la sua creatura: «Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete – e lo esigo – il bimbo. Salvate lui». Il 21 aprile 1962 nascerà Gianna Emanuela, quarta figlia di Pietro e Gianna, dopo Pierluigi, Laura e Mariolina. Qualche giorno dopo il parto, il 28 aprile, tra molte sofferenze, la morte coglie Gianna con una preghiera sulle labbra: «Gesù ti amo, Gesù ti amo». Aveva 39 anni.

«Mia madre – prosegue Gianna Emanuela, medico geriatra non più in attività, attualmente segretaria dell’Associazione Santa Gianna – era una donna meravigliosa, attaccata alla vita. Amava la musica, la pittura, le gite in montagna. Contemplando le meraviglie del creato rivedeva quella del suo creatore. Le piaceva sciare, proprio come a Giovanni Paolo II. È stata amata e privilegiata dal Signore: tra tutte le mamme splendide che sono in Paradiso, Dio ha scelto lei. Io oggi sono testimone del bene che mia madre sta facendo a tante persone nel mondo che la pregano. Mio padre diceva che era “un dono incommensurabile”».

Come ben comprese Papa Giovanni Paolo II, che la definì una «santa della quotidianità», la sua beatitudine era frutto del suo modo di vivere, almeno quanto del modo in cui morì. «Ha vissuto una quotidianità esemplare – racconta ancora la figlia – e per diventare santa si è servita di strumenti comuni: la Messa quotidiana, l’attività in parrocchia e l’impegno nell’Azione cattolica. Ma la sua santità aveva radici anche nella sua famiglia d’origine. Fu educata all’essenziale: aveva il necessario, ma non il superfluo. Fu educata nella fiducia della Provvidenza, ha pregato sempre molto e ricevette la prima Comunione a 5 anni».

Le sofferenze non la risparmiarono durante la vita. «Quando aveva 15 anni – ricorda Gianna Emanuela – morì la sorella Amalia, di 27 anni. A 20 anni perse entrambi i genitori: in sei mesi morì prima il papà, poi la mamma. Ma fu sempre capace di tradurre la sua fede in attività verso i poveri e i bisognosi». In primo luogo con la sua professione. «Era medico (laureata in Medicina e chirurgia nel 1949 all’Università di Pavia, ndr), come suo fratello, padre Alberto, medico missionario in Brasile per 33 anni. Mia madre considerava la medicina come un apostolato, una missione. Era capace di prendersi cura del malato a 360°, delle sue necessità economiche e spirituali. Si preoccupava costantemente di capire cosa il Signore volesse da lei. Per questo pregava moltissimo. Diceva che “il primo apostolato lo si fa in ginocchio”. L’amore per suo marito, suo degnissimo sposo, era forte, ma è impossibile un amore così grande se il Signore e la Madonna non sono presenti in esso. Ma soprattutto ci si deve affidare alla Provvidenza, tutto dipende da lei. Io, per parte mia – conclude Gianna Emanuela Beretta Molla – prego tutti i giorni per essere degna del dono che ho ricevuto e per sostenere la grande responsabilità che porto».

Gianna Beretta Molla, «un inno alla vita»ultima modifica: 2012-05-20T15:57:42+00:00da borgosotto
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