Chiesa e poveri (segni dei tempi, 01.09)

Sul Corriere da segnalare un articolo di Gian Antonio Stella intitolato “In difesa dei clochard lasciati al gelo di notte”. Scrive tra l’altro: “«Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo», spiega Gesù nel Vangelo di Matteo. Eppure non passa giorno nel nostro (sedicente) cattolicissimo Paese senza che tanti (sedicenti) cattolici con la bocca piena di parole bellicose in nome delle tradizioni cattoliche mostrino un quotidiano disprezzo verso chi «non ha dove posare il capo». Un esempio? L’altolà della polizia ai volontari che portavano tè caldo ai clochard rifugiati nella stazione di Mestre: «Non avete l’autorizzazione». Ferocia burocratica. Degno cesello all’ottusa resistenza opposta dalla società Grandi Stazioni al Prefetto che in questi giorni di neve e gelo, segnati dalla morte di un clochard a Vicenza, ha dovuto fare la faccia dura per ottenere che gli androni delle due stazioni veneziane non fossero più chiusi e sbarrati dall’una di notte alle cinque di mattina. Quello della città serenissima, dove la Regione ha drasticamente tagliato negli ultimi due anni gli aiuti ai senzatetto (ai quali destina un quarto della somma stanziata per le feste di compleanno della Repubblica del Leon) è però soltanto l’ultimo di una catena di episodi che marcano una continua e progressiva indifferenza, se non proprio insofferenza, nei confronti degli «ultimi tra gli ultimi»… Eppure, quei «barboni» che oggi danno tanto fastidio a una società spesso indecente ma ringhiosa custode del feticcio della «decenza», sono una parte della nostra vita. Da sempre… Persone che, per i motivi più diversi, si lasciano alle spalle tutto. E alle quali, oltre a qualche coperta in questi giorni di gelo, una cosa almeno la dobbiamo: un po’ di rispetto”.

Ancora sulla povertà lo speciale del primo numero dell’anno del mensile “Messaggero di sant’Antonio”: “Tutta la povertà che ci riguarda ” evidenziando come al problema della povertà si aggiunga per noi quello della disinformazione: “Poco o nulla sappiamo su ciò che accade veramente nel mondo, sulle ragioni dei conflitti e delle povertà, sugli effetti che un mercato globale non regolato ha sulla vita delle persone. Nel Sud come nel Nord del mondo”.

Ecco allora sviscerata la responsabilità dei media, ricercata la radice dei conflitti, evidenziate, in tutto ciò, le conseguenze della crisi finanziaria, sollecitato il bisogno di condividere la responsabilità anche di fronte ai numeri spaventosi del problema.

Ma anche rimanendo in terra italiana le contraddizioni sono allarmanti: “Con il 13 per cento di indigenti e la più forte disuguaglianza tra ricchi e poveri, l’Italia è il Paese europeo con il più alto tasso di ingiustizia sociale. Che cosa si può fare per uscire dal guado?” e cosa succede se la Cina rallenta?

Dei tentativi di risposta concreta ai bisogni sociali da parte della Chiesa parla anche un articolo di Michele Smargiassi apparso su La Repubblica: Il Welfare del parroco . “In quel tempo Gesù disse «i poveri li avrete sempre con voi», ma non specificò che i poveri cambiano aspetto e bisogni…I “nuovi poveri”, madri sole, anziani della minima, fanno ancora la fila allo sportello dell’assistenza: pacco viveri, bolletta della luce pagata. Ma le famiglie “normali” che da qualche mese a questa parte arrivano stravolte, aggredite da carte di credito insolute, rate protestate, casse integrazione, come le chiamiamo? Nuovissimi poveri?” e quale aiuto possiamo (ed è giusto) dargli?

Chiesa e poveri (segni dei tempi, 01.09)ultima modifica: 2009-02-09T17:58:00+01:00da borgosotto
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