Convertitevi e credete al Vangelo (Quaresima)

La Quaresima si caratterizza per un tema particolarmente importante: la conversione. Per vivere la conversione, il discepolo deve prima capire la lieta notizia annunciata da Gesù.

In quel tempo lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo” (Mc 1, 12-15). Al contrario di Matteo e Luca, Marco non racconta nulla sulla modalità della tentazione e sul suo svolgimento. Il suo racconto rinvia al resto del vangelo: Gesù, in risposta al battesimo, ha iniziato un’esistenza segnata dal confronto con Satana e, contemporaneamente, dall’aiuto di Dio “(gli angeli lo servivano”). Lo Spirito, donato al battesimo, non separa Gesù dalla storia e dalle sue ambiguità: al contrario, colloca Gesù all’interno della storia e all’interno della lotta che in essa si svolge.

Chi si pone alla sequela di Gesù deve sapere che incontrerà la tentazione. C’è la tentazione di far coincidere il progetto di Dio con il progetto costruito dall’uomo. C’è la tentazione di pretendere da Dio segni chiari e risolutori, e se Dio non li compie, non è raro che siano gli uomini stessi a tentare di compierli al suo posto. La Quaresima si caratterizza per un tema particolarmente importante: la conversione. Ma per capire la conversione, il discepolo deve prima capire la lieta notizia annunciata da Gesù. Per Marco la lieta notizia è la proclamazione che la solidarietà di Dio è definitiva e stabile. Dio si è talmente avvicinato a noi da farsi uomo, nostro fratello: è entrato nella storia, coinvolto nella nostra avventura senza possibilità di pentimento. Dio non può tirarsi indietro. Questa solidarietà di Dio nei nostri confronti è universale: Cristo ama ogni uomo, dichiara decadute tutte le barriere. È confrontandosi con questa lieta notizia che il cristiano deve rifare tutte le sue relazioni.

È una lieta notizia vicina, a portata di mano, ma occorre allungare la mano per afferrarla: bisogna, appunto, convertirsi. Anche l’episodio della Trasfigurazione (Mc 9,2-10) si inserisce molto bene nell’itinerario della conversione. Il volto trasfigurato, le vesti splendenti, la nube e la voce dal cielo svelano che il cammino di Gesù verso la Croce nasconde un significato pasquale. Quest’uomo, incamminato verso la croce, è in realtà il Signore risorto e glorioso. Nel cammino di fede dei discepoli, la Trasfigurazione è una sorta di verifica. Dio concede ai discepoli, per un istante, di contemplare la gloria del Figlio, di anticipare la Pasqua e di comprendere che la strada di Dio non è chiusa ma aperta. La Trasfigurazione non è il segno che la via della Croce è terminata. È solo lo svelamento del suo significato nascosto. Nel cammino della fede non mancano momenti chiari, gioiosi, all’interno della fatica dell’esistenza cristiana. Occorre saperli scorgere e saperli leggere. Cristo non è sceso dalla croce con schiere di angeli per imporre la sua verità. Si è affidato alla libertà degli uomini, ha lasciato loro la possibilità di dire sì e di dire no.

Per questo motivo c’è un altro aspetto importante su cui riflettere: la capacità e la volontà di ascolto. L’ascolto è ciò che definisce il discepolo. L’ascolto è fatto di obbedienza, conversione, speranza. Richiede non solo intelligenza per comprendere, ma coraggio per decidersi: quella che ascolti è infatti una parola che ti coinvolge e ti strappa a te stesso, per poter vedere la manifestazione dell’amore di Dio, della sua comunione e della sua solidarietà nei nostri confronti.

Bruno Maggioni
da Al pozzo della Parola,
Àncora Editrice, Milano, 2008

Convertitevi e credete al Vangelo (Quaresima)ultima modifica: 2009-02-15T21:07:12+01:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento