Il vero eroe

Durante la seconda guerra mondiale, in Serbia,  alcuni partigiani tesero un agguatoin cui rimase ucciso un soldato tedesco. La legge emanata dall’occupazione nazista era chiara: per un tedesco ucciso, avrebbero dovuto morire cento serbi. Il rastrellamento non diede però il risultato sperato; occorreva trovare altri uomini. Il comandante pensò di fare ricorso al vicino liceo, da cui vennero prelevati alcune decine di studenti. Fu allestito il plotone di esecuzione. A questo punto, pochi istanti prima di ricevere l’ordine di fare fuoco, un soldato uscì dai ranghi e disse apertamente che si rifiutava di sparare considerando quell’atto un crimine, non un’azione militare. Gli fu detto che se non avesse obbedito avrebbe fatto la stessa fine degli ostaggi. Egli persistette nel suo rifiuto e poco dopo venne fucilato insieme ai ragazzi serbi. Dopo tanti anni, il ricordo di lui è ancora vivo tra la gente di quei luoghi.
Sasa, che una sera durante la guerra in Bosnia mi raccontò questo fatto, aggiunse: ” Quel soldato tedesco dii cui nessuno ricorda più il nome, uno con l’uniforme nazista, è tra i più grandi eroi dell’umanità. Avrebbe potuto fare finta di sparare, o mirare alto, nessuno se ne sarebbe accorto. Non l’ha fatto. Ha scelto di morire. E non è morto per salvare qualcuno, perché sapeva benissimo che col suo gesto non avrebbe ottenuto nulla. Ecco chi è per me il vero eroe”.
Il soldato tedesco non è morto invano però; qualcosa con la sua morte ha salvato, ha salvato l’onore, la verità, l’idea, il bene. Con la sua morte non ha salvato un uomo concreto, ma l’idea di uomo, la sua purezza, la sua nobiltà. La sua morte ha salvato ciò che di più alto vi è in noi. La sua morte in questo senso ci fa vivere. Vivifica in noi l’idea di uomo.
(Mancuso V. Rifondazione della fede)
Il vero eroeultima modifica: 2009-04-14T16:16:48+02:00da borgosotto
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