Così Gesù si manifestò a Faustina

Nel 1931 Il Signore apparve per la prima volta a una giovane suora polacca. Con uno straordinario messaggio d’amore

« O mio Gesù, io desidero rispecchiare il Tuo cuore compassionevo­le e pieno di misericordia… La tua mi­sericordia, o Gesù, sia impressa nel mio cuore e nella mia anima come un sigillo, e ciò sarà il mio segno distin­tivo in questa e nell’altra vita». Così pregava suor Faustina, al secolo Ele­na Kowalska, nel monastero di Plock delle Suore della Congregazione del­la Beata Vergine Maria della Miseri­cordia. Qui, la sera del 22 febbraio 1931, mentre si trovava nella sua cel­la, le apparve per la prima volta la fi­gura di Cristo con indosso una veste bianca, due raggi colorati all’altezza del cuore. «Dipingi un’immagine se­condo il modello che vedi», le disse Gesù, come annotò santa Faustina nel suo diario.
  Fu solo la prima di una lunga seria di visioni, di cui la giovane suora – nata nel 1905 da una famiglia contadina a Glogowiec, in Polonia – ha lasciato te­stimonianza. Nel corso di questi in­contri
Cristo parlò a santa Faustina e le insegnò a pregare secondo la Co­roncina della Misericordia. «Figlia mia – così Gesù si rivolse a lei – se per tuo mezzo esigo dagli uomini il culto del­la mia misericordia, tu devi essere la prima a distinguerti per la fiducia nel­la mia misericordia. Esigo da te atti di misericordia, che debbono derivare dall’amore verso di me. Devi mostra­re sempre e dovunque la misericordia verso il prossimo: non puoi esimerti da questo, né rifiutarti né giustificar­ti ». E davvero suor Faustina fu fedele alle richieste del Signore, non rispar­miandosi nella carità e nell’assisten­za. Le fatiche finirono per minarne ancora di più la salute già cagionevo­le, tanto da portare la Kowalska alla morte, nel 1937. Il 18 aprile del 1993 è stata beatificata a Roma da Giovan­ni Paolo II. «La missione di santa Fau­stina sta portando frutti sorprenden­ti – disse Papa Wojtyla in quell’occa­sione –. È meraviglioso il modo in cui la sua devozione a Gesù misericor­dioso si fa strada nel mondo contem­poraneo e conquista tanti cuori u­mani ». Devozione che si è propagata ancora di più dopo il 30 aprile 2000, giorno della sua canonizzazione. Su­gli altari anche il confessore e direttore spirituale di Faustina, Michal Sopocko (1888-1975), beatificato il 28 settem­bre 2008 a Bialystok, in Polonia.
 Giulia Rocchi, Avvenire, 18.4.09

L’indulgenza plenaria nello spirito della devozione
 L’eredità della devozione alla Divina Misericordia si esprime anche nell’indulgenza plenaria che Wojtyla ha concesso nella seconda Domenica di Pasqua di ogni anno.
  Una decisione sancita dal decreto della Penitenzieria apostolica del 29 giugno 2002. L’indulgenza plenaria viene concessa alle consuete condizioni (confessione, comunione e preghiera secondo l’intenzione del Papa) a chi nella domenica della Divina Misericordia, «con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato», partecipi «a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del Santissimo Sacramento, il Padre Nostro, il Credo e un’invocazione al Signore Gesù Misericordioso». Indulgenza parziale, invece, per chi rivolga «con cuore contrito» a Gesù Misericordioso una delle invocazioni approvate.

Così Gesù si manifestò a Faustinaultima modifica: 2009-04-18T19:05:00+02:00da borgosotto
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