I veri credenti. Siamo responsabili dell’amore (A.Paoli)

Fonte: http://www.oreundici.org/quadernin/2009/giugno/articolo_arturo_giugno09.shtml

Il teologo brasiliano Leonardo Boff, nel suo bel libro su Gesù1 si chiede ad un certo punto: in definitiva che cosa ci propone Gesù Cristo e che cosa attende da noi? La sua risposta a questa domanda è molto semplice: il Regno di Dio. La risposta è confermata dal fatto che il regno di Dio è nominato nei Vangeli 122 volte e 90 volte è annunzio che esce direttamente dalla bocca di Gesù. E Gesù si aspetta da noi che questo progetto continui ad essere attivo nel tempo. Su questo sfondo si può cogliere il senso della crisi attuale della fede.
Su questa base si possono classificare i seguaci di Gesù in due grandi categorie: i passivi e gli attivi. I passivi sono quelli che partono dalle loro angosce personali, dall’assenza di risposte che emergono in certe crisi che l’uomo attraversa quando si sente assalito dal pensiero delle sue colpe e dall’aver trascurato il rapporto essenziale con Dio.
Allora viene in mente che Gesù è morto sulla croce per pagare il debito contratto con Dio per queste trasgressioni, che Gesù sarebbe venuto a riparare con il suo sangue sparso sulla croce. Questo costituisce il fondo della pratica cristiana della maggioranza dei fedeli. Di qui è nato un cristianesimo che risolve un problema individuale e perciò un cristianesimo individualista. È molto doloroso prendere coscienza che l’Occidente cristiano (Europa e Americhe) che ha elevato a Gesù le magnifiche cattedrali, che ha dato i natali ai pittori più celebri, che ha cantato Gesù nelle più celestiali melodie, oggi appaia il territorio in cui sono stati elaborati i progetti delle guerre più devastanti. Per assicurare libertà al progetto della tecnica abbiamo contaminato l’atmosfera e abbiamo reso sterili superfici vastissime della terra dimostrando che i nostri progetti non erano ispirati dall’amore per i nostri fratelli ma dalle peggiori pulsioni che ci abitano. È difficile escludere la responsabilità dell’Occidente “cristiano” dalla fame che è in aumento nel mondo, anche se a Roma in un enorme edificio molti funzionari ricevono lauti stipendi per mantenere al giorno una tetra statistica della fame in aumento. Quando noi cristiani cominceremo a sentire bruciante questa responsabilità e ad ascoltare la voce: che ne avete fatto dei vostri fratelli ? Il cristianesimo ha trascurato il messaggio cristiano che fondamentalmente è quello di una società giusta e fraterna. Basterebbe riflettere su alcune espressioni chiarissime messe sulla bocca di Gesù per ripensare alla vera causa della sua morte in croce: Dio ha tanto amato il mondo da mandare il figlio perché il mondo sia salvo per lui (Gv 13,1), Gesù avendo amato i suoi che stavano nel mondo li amò fino alla fine. Sembra così chiaro che il senso dell’incarnazione del figlio di Dio sia quello di amorizzare il mondo (Theilard de Chardin), che sembra impossibile che il sacrificio sulla croce e il sangue sparso da Gesù sia stato compreso come un pagamento che permettesse al Padre di riaprire le porte del cielo all’uomo immeritevole.

Questa interpretazione indubbiamente ha permesso al cristiano di preoccuparsi della salvezza dell’anima ricorrendo a dei mezzi che la Chiesa mette a disposizione per ricorrere all’infinita misericordia del Padre, permettendo all’individuo credente di fare progetti colonialistici che opprimono milioni di persone e di obbedire ai dettami dell’idolo capitalistico. Tutte le iniziative che può pensare la Chiesa contando sull’infinita misericordia del Padre non possono risolvere la crisi attuale di un mondo che sembra destinato ad estinguersi. Penso che la volontà di Dio non può essere delusa definitivamente, ma credo che oggi sia necessario annunziare il vero progetto di Gesù e predicare con forza e decisione la responsabilità di ogni credente di assumere soggettivamente questo progetto. Non siamo solamente responsabili dei nostri peccati personali, ma soprattutto di tradire l’amore, che è l’essenza del nostro essere umano se crediamo di essere figli di Dio cioè di appartenere alla sua stessa natura. L’occidente si trova di fronte complessivamente alla grande trasgressione: che cosa vuol dire che Gesù sia venuto a salvare il mondo? che cosa vuol dire salvezza del mondo se non la giustizia, la pace, la fraternità tra gli uomini? La nascita del Cristo non è stata annunziata dalla pace sulla terra? Possiamo vantarci dei nostri progressi nella tecnica se tutta la nostra crescita umana viene pagata con la fame di milioni di bambini e con la distruzione progressiva dell’universo vivente che noi chiamiamo natura? Questa è la grande domanda che viene posta alla Chiesa come rappresentante della volontà di Dio sugli uomini e responsabile di attualizzare il progetto di Gesù nella storia.
Finché continueremo a credere e predicare che Gesù sia stato messo in croce per espiare i nostri peccati e per tranquillizzarci sul nostro destino eterno, la conseguenza logica sarà sempre una storia di ingiustizie, di violenze, di guerra. E oggi appare sempre più evidente questa schizofrenia spirituale dell’uomo credente in Dio e adoratore dell’idolo capitalista del mercato. Al termine della nostra esistenza ce la caveremo sempre con una lacrimetta. Le scelte umane non hanno bisogno di giustificazioni etiche perché si difendono solamente con il pretesto di liberare l’uomo dalla fatica. Il figlio di Dio è diventato il modello unico e ha portato nella razza umana un comportamento e un agire guidati dall’amore, superando il piano delle pulsioni che prima di Freud sono state scoperte e descritte in maniera chiara da Gesù e riportate dai due sinottici, da Matteo nel capitolo 15 e da Marco nel capitolo 7. Quindi siamo sicuri che siano state espresse direttamente da Gesù. Possiamo dedurne che tutte le decisioni dell’uomo di genere politico o tecnico non sono guidate dall’amore per gli altri ma piuttosto dall’orgoglio, dal potere, dal desiderio di dominazione.
Levinàs ebreo ha scoperto l’estrema umiliazione del figlio di Dio condannato alla croce dai sacerdoti del tempio come il solo mezzo per sradicare dal mondo la violenza frutto del potere e dell’orgoglio umano. E questo è il vero senso della morte in croce di Gesù richiesta dal personale del tempio. Il contenuto del messaggio cristiano può essere solo questo per sollecitarci ad assumere la nostra responsabilità di amorizzare il mondo. Ci sono alcuni laici che pensano che bisognerebbe educare i bambini, fin dai primi movimenti, ad essere pacifici, accoglienti degli altri e capaci di coltivare propositi di pace. Penso che ci possiamo avviare a questo tempo per la grande sconfitta che appare inevitabile per il progresso tecnico. Non dobbiamo pensare al futuro con malinconia, perché le prossime crisi possono servire e dovranno servire all’emergere di una umanità nuova disarmata. Non parlo solamente del disarmo degli strumenti di guerra ma del disarmo del cuore che deve essere educato alla tenerezza, alla accoglienza, alla vera pace.

1. Leonardo Boff, Gesù Cristo liberatore, Cittadella 1973

I veri credenti. Siamo responsabili dell’amore (A.Paoli)ultima modifica: 2009-06-15T22:19:47+02:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento