19 giugno: Sacro Cuore di Gesù. Cuore a cuore

VENITE A ME, VOI TUTTI, CHE SIETE AFFATICATI E OPPRESSI, E IO VI RISTORERO’ (Mt 11,28)


Gesù. Ti sei fatto uomo perché niente di ciò che è umano, eccetto il peccato, ti fosse estraneo. Hai preso un cuore d’uomo, perché nel tuo cuore d’uomo potessimo sentire il cuore di Dio. Quanto è difficile per noi credere in questo amore che sgorga dal tuo cuore. Siamo così insicuri, paurosi, dubbiosi! Quanta fatica, quanti pesi che ci schiacciano! Sentiamo la tua voceVenite a me, voi che siete affaticati e oppressi! ».

Si, solo tu puoi raggiungere quel luogo profondo, nascosto dove si annidano la nostra paura e la nostra solitudine. Solo tu conosci quel posto. E’ una ferita sanguinante che solo tu puoi abitare e guarire. Il tuo cuore è così grande che tu puoi portare tutte le solitudini e tutte le angosce, perché il tuo cuore non è fatto di pietra come il nostro, ma è un cuore di carne; il tuo cuore non è disseccato  e ristretto come il nostro, ma è immenso e profondo come l’Amore divino. Tu non fai distinzioni tra poveri e ricchi, tra potenti e deboli, tra santi e peccatori. C’ è posto per tutti. Per chiunque si sente affaticato e oppresso.

IMPARATE DA ME CHE SONO MITE ED UMILE DI CUORE, E TROVERETE RISTORO (Mt 11,29)

Sconcertante! Aspetti ma non forzi. Bussi ma non sfondi la porta. Proponi ma non imponi. Vuoi che andiamo da te liberamente, per amore, certi che solo in te troveremo la pace e la gioia che cerchiamo. Non ti aspetti grandi gesti di generosità; non esigi atti eroici. Unica condizione: la fede. Vuoi aprire le ricchezze del tuo cuore a coloro che vengono a te con fiducia. Non nascondi il tuo grande desiderio di incontrarci e di offrirci la tua amicizia: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi».

La tua scelta è un grande  gesto di fiducia verso di noi. Tu credi che il nostro povero e fragile cuore sia ancora capace di dire: «Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!». Si, abbiamo sentito tante parole che ci hanno lasciato il vuoto. Abbiamo seguito tante stelle luccicanti e attraenti: le luci del successo, del denaro, dell’apparenza. Tutto svanisce nel nulla. Solo la tua presenza discreta stimola la nostra libertà a educare la mente, il cuore e la volontà. Ti basta un piccolo segno di fiducia perché ci dica con tanta tenerezza: « Venite e state con me. Voi che siete assetati di felicità e affamati di cose belle e vere che fanno crescere la vita. Venite, voi che siete stanchi, scoraggiati, depressi. Voi che soffrite nel vostro corpo, nel vostro spirito, nel profondo del vostro cuore». Sentiamo le tue parole che scendono lentamente, consolanti dentro di noi. Esse diventano sangue che ci dà vita nuova, carne della nostra carne.

LI AMO’ SINO ALLA FINE…E COMINCIO’ A LAVARE I PIEDI DEI DISCEPOLI (Gv 13,1-10)

Gesù. Tu ti inginocchi davanti a ciascuno di noi; prendi i piedi nudi nelle tue mani. Senti la protesta che pian piano sale: «No, Signore, tu non mi laverai mai i piedi!». Resisto a quell’amore dato sino alla fine . Faccio schifo a me stesso, e tu non ti schifi di questo inferno che è il mondo, che è la mia vita. Vorrei dirti: «No, non è possibile! Tu non mi conosci veramente. Non conosci i sentimenti torbidi e ambigui del mio cuore, il mio orgoglio, le mie lacerazioni interiori. No, non sono abbastanza buono per appartenerti. Devi avere qualcun altro in mente, ma non proprio me».

I tuoi occhi si illuminano di una tenerezza immensa, mentre dici: « Amico, è proprio con te che voglio stare. Voglio che tu, proprio tu, condivida pienamente la mia vita. Voglio che tu appartenga a me come io appartengo al Padre. Voglio lavarti non solo i piedi ma tutto il corpo, dentro e fuori. Voglio che tu splenda, che tu brilli come una luce, così tu ed io saremo una cosa sola e perché tu possa fare agli altri ciò che io ho fatto con te».

Solo adesso cominciamo a capire che dobbiamo abbandonare tute le nostre paure, i nostri dubbi e le nostre angosce. Dobbiamo lasciarci lavare, amare…sino alla fine!

Ma nel tuo cuore, Gesù, sembra che l’amore non abbia fine!

Stai davanti a noi e ci inviti a tavola. Mentre stiamo mangiando, prendi il pane, dici la benedizione e ce lo dai dicendo: «PRENDETE E MANGIATE; QUESTO E’ IL MIO CORPO. Poi prendi il calice, e dopo aver reso grazie, ce lo dai dicendo: BEVETENE TUTTI, PERCHE’ QUESTO E’ IL MIO SANGUE DELL’ALLEANZA, VERSATO PER MOLTI, IN REMISSIONE DEI PECCATI».

Adesso ci ami sino alla fine! Ci dai tutto ciò che hai e tutto ciò che sei. Non solo lavi il mio corpo e il mio spirito, ma ti fai cibo e bevanda per il mio corpo e il mio spirito.

Dove potremo trovare un amore così grande? Chi potrebbe darci un amore così profondo che penetra negli angoli più nascosti del nostro essere? Il tuo amore non è un amore solo a parole, un bel discorso. Il pane che ci dai non è fatto di vaghi sentimentalismi. E’ impastato col sangue dell’Amore dato fino alla fine. Questo pane che condivido con gli altri, impastato col sangue scaturito dal tuo cuore, mi rende figlio del Padre tuo e fratello di altri fratelli e sorelle. Nelle mie vene scorre il sangue tuo e dei miei fratelli. Là. ai piedi della croce, tu dai un cuore nuovo al mio cuore. Dai un cuore al mondo; ci rende tutti un cuor solo e un’anima sola. Il pane impastato col tuo sangue ci unisce,  ci fa comunione, ci fa chiesa.  Il tuo cuore trafitto, dal quale sgorga acqua e sangue, è diventato una sorgente di perdono, di comunione, di vita nuova. E’ una vita che ci chiama a dare noi stessi al servizio del tuo amore per il mondo.

E’ una vita di GIOIA, ma anche di IMPEGNO.

E’ una vita di PACE, ma anche di LOTTA. Sappiamo che il pane che, ora in poi mangeremo sarà impastato di pace e di dolore, di gioie e di lacrime, dell’amore e dell’agonia del mondo. Ma sarà un pane di vita eterna.

Le nostre vite, Gesù, nell’Eucaristia, saranno intessute con la tua. La fede e l’amore che promanano dall’Eucaristia ci rendono capaci di scorgere il tuo volto sotto le vesti misere dei poveri. Noi tocchiamo il corpo di Cristo nei poveri. E’ il Cristo affamato che nutriamo, il Cristo senza tetto che ospitiamo.

La nostra Eucaristia è incompleta se non ci conduce al servizio e all’amore dei poveri.

METTI QUA IL TUO DITO E GUARDA LE MIE MANI; STENDI LA TUA MANO E METTILA NEL MIO COSTATO (Gv 20,27)

Le tue mani ferite e il tuo costato trapassato, sono i poveri che noi incontriamo. Loro sono la tua presenza. Gesù, ti sei fatto pane per soddisfare il nostro bisogno di te, e adesso ti fai povero per  soddisfare il tuo bisogno di noi. Questo mutuo desiderio ci porta ad una vera comunione. E da questo incontro non può non scaturire un FUOCO che vuole contagiare il mondo. Sarà questo a dare senso al nostro cammino e darà senso al cammino del mondo intero.

Fonte: http://www.cnos.org/

19 giugno: Sacro Cuore di Gesù. Cuore a cuoreultima modifica: 2009-06-18T16:18:10+02:00da borgosotto
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Un pensiero su “19 giugno: Sacro Cuore di Gesù. Cuore a cuore

  1. Gv.intuisce dal fluire del sangue dal costato aperto di gesù il mistero dell’eucarestia, ricorda le parole “fate questo in memoria di me” per cui non si tratta di qualcosa di temporaneo ma del flusso eterno dello spirito divino per sanare tutta la realtà umana. è il sangue della nuova ed eterna alleanza che continuerà a uscire la fianco di gesù fin tanto che c’è un sacerdore che celebra.

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