Ateismo e cristianesimo (G.Ravasi)

di Gianfranco Ravasi
biblista – Presidente del Pontificio consiglio della cultura
Jesus n.8, agosto 2009 (http://www.stpauls.it/jesus/0908je/0908j102.htm ) 

Dal punto di vista biblico, esistono diversi tipi di ateismo: c’è l’incredulità, che somiglia all’indifferenza religiosa; c’è l’idolatria; e c’è infine il sentimento dell’assenza di Dio, la sofferenza per il vuoto spirituale di chi, in realtà, è alla ricerca di un orizzonte religioso e anela alla verità.
  

«In ginocchio! Suona la campanella: si stanno portando i sacramenti a un Dio che muore». Così, in modo paradossale, il poeta tedesco dell’Ottocento Heinrich Heine rappresentava l’avanzata della “morte di Dio” che, in forma ancor più drammatica, avrebbe poi descritto il suo connazionale e contemporaneo Friedrich Nietzsche con la celebre scena della Gaia scienza, in cui un uomo grida per le strade l’annunzio ferale: «Dio è morto! Noi lo abbiamo ucciso e le nostre mani grondano del suo sangue!». Ebbene, questo ateismo drammatico – che, peraltro, ha sollecitato persino una “teologia della morte di Dio” – è ormai quasi del tutto scomparso. Ciò che al massimo sopravvive sono gli sberleffi sarcastici di certi atei di moda, alla Odifreddi, Onfray, Hitchens, tanto per distribuirne i nomi secondo le principali aree linguistiche.

Ateismo e cristianesimo (G.Ravasi)ultima modifica: 2009-08-10T10:00:21+02:00da borgosotto
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