Taizé, la gioventù che danza (e prega per la pace)

di Olivier Clément, Avvenire 12.10.09 

Entrare nell’immensa chiesa della Riconciliazione e osservare migliaia di sguardi e di volti ogni volta che arrivo a Taizé mi commuove profondamente. Come ci spieghiamo che ogni anno decine di migliaia di giovani dei cinque continenti si recano a Taizé in pellegrinaggio ininterrotto, settimana dopo settimana? La gioventù ha una straordinaria sete di assoluto. È comprensibile che attualmente molti giovani si rechino nei monasteri. Lo fanno per il Signore? Ciò che prima di tutto sentono in un monastero è un mistero, una pace, una profondità: tutto ciò che la società nella quale viviamo non ha. Mi ricordo un incontro con il grande cineasta Tarkovskij, che diceva: «La sfida della nostra epoca è far sì che l’uomo rimanga una domanda e che non consideri che tutto sia semplice, che tutto sia spiegato e spiegabile». È importante che ci siano esseri, opere e luoghi che pongano la domanda sul mistero dell’esistenza e sul mistero di Dio.

Taizé, la gioventù che danza (e prega per la pace)ultima modifica: 2009-10-12T18:52:14+02:00da borgosotto
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