Su internet mi ritrovo con i grandi e i dimenticati

di Gianni Riotta,

Il cardinale Carlo Maria Martini entra nella sala dell’istituto per gesuiti non lontano da Gallarate, fuori il cielo è grigio come si addice all’hinterland, ma lui parla subito di Gerusalemme: «Dalla mia finestra vedevo tutta la Città Vecchia, seguivo i luoghi della Passione. Adesso vedo quel panorama con lo Spirito». Si appoggia a un bastone, la figura alta ed elegante, il profilo più sottile. Età e acciacchi sono tenuti a bada dal carisma, come in Papa Wojtyla, nel cardinal Martini la fragilità del tempo è esaltata a forza dalla fede e dalla ragione.
Ci incontriamo per discutere di nuove tecnologie, di cultura, idee e religione al tempo di internet, dei social network e di Twitter. Martini si siede sotto un grande Crocefisso e lo sguardo del biblista celebre si rivela subito a proprio agio con i monitor più amati dai nostri figli.

 

Cardinal Martini, ci sono due passaggi del Vangelo di Giovanni che tornano spesso alla mente in questi giorni di nuove tecnologie, di nuovi media: «Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi» e l’altro che dice invece più cupamente «Gli uomini preferirono le tenebre alla luce», parole che Leopardi mette in cima a La ginestra. Quando lei guarda i nuovi media, è più animato dalla speranza che conoscere la verità rende liberi oppure più preoccupato dalla scelta delle tenebre?
Sono piuttosto contento che i media ci siano, siano molto ampliati: io stesso ne faccio uso molto volentieri, quindi mi muove di più la fiducia che i media creino ponti tra la gente. Poi si possono anche usare male, però lo scopo di comunicare è molto bello.

Nel suo saggio Il lembo del mantello già qualche anno fa lei aveva parlato di televisione e radio come elementi di un Cantico delle Creature della comunicazione del nostro tempo. Internet, i nuovi media possono fare parte di questo universo?
Sì, certamente ne fanno parte perché il progetto di Dio è un progetto comunicativo, cioè ampliare la comunione tra gli uomini, e anche il progetto eterno di Dio sarà una grande comunione di tutti con tutti, quindi certamente questi media s’inseriscono in questo progetto.

Chi ha meno di vent’anni ha più confidenza con le immagini del computer che con la parola del libro. Lei ha dedicato la sua vita alla parola (con la “p” minuscola) della cultura, e alla Parola (con la “p” maiuscola) della Fede. La preoccupa questo passaggio dalla parola all’immagine?
Sono preoccupato per le derive culturali, perché il libro rimane fondamentale, molto prezioso, quindi bisogna prenderlo in mano. Non sono tanto preoccupato per il fatto che la Parola (con la maiuscola) passi anche attraverso i vari media. Quindi, come dice Platone, la parola è soprattutto parlata, è detta, ma questo non toglie che i libri abbiano grande valore.

Wikipedia: un’enciclopedia online scritta dai lettori, ed è una cosa molto bella che le persone possano radunarsi in uno sforzo culturale universale. Allo stesso tempo, però, c’è spesso un rifiuto delle autorità, dell’esperienza. Quanto di utile come democrazia di comunicazione diventa pericoloso se si rinnega l’autorità nell’apprendimento?
Io uso spesso Wikipedia perché mi aggiorno cercando di usare il computer, per cui vedo piuttosto il lato positivo. Si capisce che si può usare male di questo fatto e quindi creare una democrazia che non sia uguaglianza di tutti ma sia attitudine negativa verso alcuni; però gli usi sbagliati, sempre possibili, non tolgono importanza agli usi buoni.

Le nuove tecnologie sono indispensabili nei paesi in via di sviluppo. In Africa Internet è servita agli ospedali con pochi medici e alle scuole con pochi maestri per diffondere conoscenza. Come possono essere usati i nuovi media nelle zone meno sviluppate?
Mi pare che nel mondo, soprattutto nell’Africa, siano molto preziosi questi media perché mettono le persone anche molto isolate in comunicazione con un mondo più vasto. Quindi ritengo che è una benedizione di Dio, di cui si può usare male ma le realtà che vanno diffuse sono molto importanti e molto belle.

Il Novecento è stato un secolo di mass media. Il XXI secolo sembra un secolo di personal media: ognuno si crea la sua informazione, cerca quel che vuole online. Per voi uomini di Chiesa che sfida è questa?
Credo che la sfida consista nel trovare un equilibrio tra la comunione di molti e il valore personale di ciascuno. Mi pare che la deriva a favore della persona possa essere eccessiva, ma se è equilibrata con una comunione allora diventa una possibilità nuova per l’uomo.

Parlando di internet lei cita Platone. Oggi molti cercano i padri teorici di internet e c’è chi cita il gesuita Teilhard de Chardin o il filosofo Walter Benjamin. Quando lei guarda la mattina Wikipedia, a chi pensa? Da quali teorie deriva internet?
In verità non saprei dire quali sono le personalità concrete, però la Lettera a Diogneto è molto importante perché stabilisce il ruolo del cristiano nella società e quindi credo che le radici sono molto lontane. Tutto ciò che conduce a mettere in comunicazione gli uomini è possibile utilizzarlo, metterlo a frutto con questi strumenti. (La Lettera a Diogneto, un testo cristiano del II secolo di autore anonimo, dice fra l’altro «I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera» ndr).

Cos’è che l’ha appassionata di più su internet?
Io cerco per esempio la spiegazione di tutte le persone o i nomi che non conosco, anche geografici. Poi uso molto l’email, certe volte ne ricevo troppe: sono come sommerso, allora non tiro su la testa facilmente; ma trovo la possibilità di comunicare con molte persone in tanti luoghi del mondo, rapidamente, e quindi cerco di utilizzare questa possibilità.

È proprio di questi giorni la notizia che Facebook ha superato Google, cioè che un luogo d’incontro online ha superato un luogo di ricerca online. E del resto lei stesso è su Facebook con una sua pagina.
Sì, è vero. Io sto ancora cercando di comprendere Facebook perché mi è stato offerto molte volte, ricevo anche domande di amicizia ma perlopiù non rispondo perché non conosco ancora bene che cosa succede, però certamente come possibilità è molto benvenuta.

In tutte le rivoluzioni della comunicazione non importa cambiare lo strumento, importa cambiare i contenuti. Fino a che Gutenberg stampa Bibbie in latino cambia poco, è quando comincia a stampare Bibbie in volgare che arriva la rivoluzione. Quali sono i nuovi contenuti per internet secondo lei? Qual è la Bibbia in volgare oggi?
Tutti i vecchi contenuti classici, soprattutto religiosi come la Bibbia, sono molto importanti per internet. Io posso vedere internet e trovare i passi della scrittura con molta facilità. Poi credo che i grandi classici sono da mettere in internet: grandi classici come Platone, Aristotele, come Alessandro Manzoni, come Dante Alighieri. Questi ci vengono trasmessi per internet e possono aiutare molto la formazione culturale della gente.

Lei ha passato la sua vita nelle biblioteche. Dia un consiglio ai ragazzi che si siedono davanti a internet e hanno la biblioteca di tutto il sapere del mondo a portata di tastiera.
È lo stesso, come in una biblioteca grande, dove ci vuole un criterio di scelta. Non posso andare in biblioteca e prendere i libri così a caso. Devo sapere cosa voglio, qual è la via che debbo seguire, quali sono le persone che posso ascoltare. Quindi credo che i giovani debbano fare molta attenzione ai motivi della loro scelta.

Ascolta l’intervista integrale al card. Martini
Bentornata Internet primo amore di libertà
www.buonenotizie

Su internet mi ritrovo con i grandi e i dimenticatiultima modifica: 2010-03-29T07:27:15+02:00da borgosotto
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