II domenica di Pasqua (omelia)

– E’ la II domenica DI Pasqua e non DOPO Pasqua: siamo ancora immersi nel mistero centrale della nostra fede da cui scaturiscono ogni realtà: l’EUCARISTIA, la PACE , lo SPIRITO, la COMUNITA ’, i SACRAMENTI…

– E’ l’OTTAVO GIORNO, otto giorni dopo la Pasqua, ottavo giorno, cioè il primo della nuova (ed eterna) settimana: giorno del Risorto che appare in mezzo ai suoi riuniti.

– E’ la DOMENICA in ALBIS (depositis), cioè la domenica in cui i catecumeni battezzati nella notte di Pasqua depongono le loro vesti bianche (albis) e si impegnano a vivere nel mondo da veri cristiani. Ricordiamo questa antichissima tradizione celebrando un BATTESIMO e presentando le vesti bianche che i bambini della 1° comunione indosseranno fra poche domeniche (il 2 e il 15/16 maggio). Con una preghiera particolare

– E’ la DOMENICA della DIVINA MISERICORDIA: suor Faustina è una suora Polacca che vede cose invisibili e sente cose che gli altri non possono ascoltare. E’ una pazza? Per la Chiesa è una Santa che ha fatto spazio nella sua vita a ciò che il Risorto le chiedeva: mettere al centro della fede della Chiesa l’AMORE MISERICORDIOSO di Cristo. Una immagine da propagare con una scritta che diventi un programma di vita: “Gesù, io confido in te”.

– E’ la DOMENICA di TOMMASO, dell’apostolo che dubita perché non vede e non tocca.

 

TOMMASO, figura del discepolo che fatica a credere (e quindi figura di tutti noi), fa questa esperienza: si trova lontano dalla comunità riunita (e ancora impaurita) nel cenacolo quando questa viene visitata (otto giorni dopo la Pasqua) dal Risorto. Non avendo visto e partecipato non crede. La volta successiva, ancora otto giorni dopo, si trova anche lui in comunità e il Risorto compare come presenza spirituale (le porte sono chiuse) ma molto concreta, percepibile a tal punto da mostrare all’incredulo Tommaso le ferite della sua crocifissione e a invitarlo a toccarle. A quel punto Tommaso fa quella che è una delle più belle professioni di fede presenti nel Vangelo: “Mio Signore e mio Dio!”.

– Da notare che Gesù non mette il credere contro il vedere, non mette la fede contro l’esperienza, non invita ad una fede cieca. Si fa incontro al dubbio di Tommaso e lo invita a toccare! Ma proclama BEATI coloro che pur non vedendo e toccando crederanno. Invita a credere per riacquistare la vista, così come aveva fatto col cieco nato. Per Tommaso bisogna vedere per credere. Per Gesù bisogna CREDERE PER VEDERE! Per vedere realmente, per vedere oltre la superficialità delle cose. Se non credo vedo nell’eucaristia solo un pezzo di pane, se credo vedo una presenza reale (anche se non fisica) di Gesù che si fa alimento per noi, pane spezzato, cibo spirituale per la nostra anima.

– EINSTEIN e DIO: Un vecchio professore con la barba bianca esordisce: “Se Dio esiste, egli è malvagio. Ed ora ve lo mostrerò in questa lezione. E’ Dio colui che ha creato ogni cosa? Se Dio ha creato ogni cosa, allora Egli ha creato il male.”… ed allora qui si alza la mano di un bambino spigliato: ” mi scusi professore, … esiste il freddo?” “certo che esiste il freddo. Che razza di domanda è questa? te non hai mai sentito freddo?”
“In realtà il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica quello che noi consideriamo come freddo è in realtà assenza di calore. “Professore, esiste l’oscurità?” riprende il bambino. “Certo che esiste” risponde piccato il professore. “Si sbaglia. Neanche l’oscurità esiste. E’ in realtà assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità no. Il male non esiste. E’ come il freddo e l’oscurità. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato che succede quando l’uomo non ha l’amore di Dio presente nel suo cuore.”

– L’INCONTRO col Dio vivo avviene in COMUNITA’: è questa la chiave di lettura della liturgia odierna, il passo in avanti nel mistero centrale della nostra fede.

L’OTTAVO GIORNO, il primo dopo il sabato, giorno del riposo e del compimento, diviene l’inizio di una nuova settimana, ma anche di una nuova era segnata dal crocifisso risorto, giorno del suo incontro all’interno della comunità. La Domenica diventa così il giorno in cui ritrovarsi con i fratelli di fede per fare memoria della sua Resurrezione e diventare sempre più suo corpo, una sola realtà. E’ in seno alla comunità che si incontra e si sperimenta la presenza del Risorto: vivendo fuori, isolati, rimaniamo nel dubbio. Non possiamo dirci cristiani se non viviamo all’interno di una comunità.

– “Nessuno può vivere da solo, isolato, la sua fede: solo la comunità è garanzia di un vero cammino di fede. Come Tommaso, grazie alla comunione con i nostri fratelli, oggi possiamo dire a Gesù: “Mio Signore e mio Dio!” e lì dove, nella solitudine, c’era il dubbio e smarrimento, si sprigionerà la luce della speranza in seno alla Chiesa”.

– L’incontro, per essere reale, autentico, pieno, richiede che vada desiderato, preparato. Necessita di una comunità che sia realmente una comunità di fratelli e sorelle e non di semisconosciuti che provano un po’ di vergogna nel darsi un segno di pace e che si mettono in fondo alla Chiesa scappando appena la Messa sembra conclusa. Dobbiamo inserirci sempre più pienamente in una comunità e costruirla insieme!

– La domenica deve essere per noi il giorno del Signore e della comunità, il giorno per sentirsi liberi, non perché si fa quello che si vuole, ma perché finalmente si ha il coraggio di scegliere ciò che vale per la vita e riempie la vita. Quanti cristiani con troppa leggerezza trovano mille scuse per saltare la Messa , quanti bambini del catechismo sono assenti, quante famiglie! Quanti di noi si limitano a quest’ora ed evitano accuratamente ogni impegno e ogni occasione per costruire e sentirsi comunità!

– I DONI DEL RISORTO: L’OTTAVO GIORNO diventa così per i cristiani il giorno dell’INCONTRO con il Risorto che continua a donarci la GIOIA, la PACE, la RICONCILIAZIONE e il suo SPIRITO e ci invia nel mondo come suoi ambasciatori chiamati a renderlo ovunque presente e operante.

Pace a voi! Dice più volte il Risorto apparendo in mezzo ai suoi: ci dona la sua pace, il suo Spirito, la forza di riconciliarci con coloro con cui siamo in conflitto. Abbiamo tutto il necessario per realizzare il grande sogno d’amore di Dio. Per questo motivo ha mandato il Figlio ed ora il Figlio manda noi. Amen.

II domenica di Pasqua (omelia)ultima modifica: 2010-04-11T16:15:00+02:00da borgosotto
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