Omelia per un matrimonio

OMELIA PER IL MATRIMONIO DI LUCA E LOREDANA (12 giugno 2010)

 

“Si può essere felici nella vita?”

Oggi voi dichiarate l’uno all’altra che sarete felici se l’altro sarà felice, che sarete felici nel far felice l’altro. Dio benedice questo vostro desiderio perché non c’è amore più grande di chi è capace di gioire con chi gioisce e di piangere con chi piange.

Voi oggi vi impegnate a farvi felici l’un l’altro e Dio è felice di questo.

 

Sembra tutta gioia, niente nubi all’orizzonte, ma il Vangelo parla anche di persecuzioni, contrasti violenti, sofferenza, malattia e morte. Gesù stesso, e con lui ogni cristiano, ha sperimentato e continua a sperimentare tutto questo.

Voi oggi potreste pensare: cascasse il mondo noi dobbiamo rimanere uniti. Ma non basta!

Il vostro amore và costruito su Cristo che è vite/roccia, sulla Parola di Dio che dovete sempre ascoltare e mettere in pratica. Solo se siamo radicati in Dio non crolliamo.

L’amore è impegnativo. Lo dimostrano le statistiche dei fallimenti matrimoniali (1 su 3 in Italia, 1 su 2 in Europa e America), eppure in Cristo tutto è possibile e vi scoprirete a fare miracoli (“Farete cose più grandi di quelle che io ho fatto” dice Gesù ai suoi discepoli).

L’amore è capace di costruire, creare, essere fecondi, mentre l’odio distrugge, separa, divide. Ma il prezzo dell’amore autentico, dell’amore divino, è ben salato: richiede di perdonare (una infinità di volte), di sopportare, di confrontarsi anche quando, sentendosi feriti, si vorrebbe star lontani dall’altro e si meditano forme di vendetta che facciano sentire all’altro quello che si è provato. Magari con qualche aggiunta, così impara a comportarsi così.

Quante coppie ben collaudate, magari con lunghi periodi di convivenza alle spalle, crollano di fronte alle prime difficoltà, rinunciano a dialogare, rinunciano ad amare. “Io non lo amo più” si dice allora, ma di che amore si parla? Di un sentimento passeggero, di una spinta emotiva o della disponibilità e del desiderio di imparare ad amare?

“Amatevi come io ho amato voi”: è questo l’amore cristiano. Non c’è più misura, limite: “come io ho amato voi”: fino a dare la vita per l’altro, nonostante non sempre (o quasi mai) lo meriti, non sempre sembra capirmi, rispettarmi…

L’amore sponsale è la forma più alta di amore umano: per questo non accetta banalizzazioni, non può essere a tempo, limitato, condizionato. Scrive San Paolo che l’amore degli sposi è immagine dell’amore tra Cristo e la sua sposa, la Chiesa. Gli sposi cristiani dovrebbero poter mostrare, con il loro amore, la bellezza, al radicalità, la comunione profonda dell’amore tra Cristo e la Chiesa.

Per questo l’amore degli sposi cristiani deve essere fedele, per sempre, fin che morte non vi separi. Deve essere fecondo, cioè aperto alla vita, agli altri, mai chiuso, mai limitato al personale interesse, perché sarebbe un egoismo a due, uno sfruttarsi reciproco, non un amarsi. “Amare non è guardarsi negli occhi, ma guardare nella stessa direzione”: non potete limitarvi a cercare il vostro piacere nell’altro, vi stanchereste presto. Dovete piuttosto puntare su un obiettivo alto, grande, appassionante e contare sul sostegno reciproco per poter camminare verso questo obiettivo.

Voi fate una promessa solenne davanti a Dio e davanti agli uomini. Dio benedice il vostro cammino, vi offre gli strumenti per crescere, per imparare ad amarvi reciprocamente, vi sostiene e vi incoraggia, ma spetta a voi accettare il suo aiuto, accettare che Lui cammini con voi, lasciare che sia lui ad insegnarvi ad usare gli strumenti che vi offre. Dio e la sua Chiesa prendono molto sul serio questa vostra promessa: è sacra, è benedetta da Dio.

 

Accettate infine alcuni consigli:

          non andate a dormire neppure una sera se prima non avrete fatto pace tra voi, se non vi sarete perdonati. Prendetelo come impegno di vita: rinnovate ogni giorno la vostra mente, rinnovate ogni giorno il vostro amore.

          Abbiate senso dell’ironia, ridete di voi, ridete insieme. San Paolo lo dice in altro modo: “Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi”, altrimenti diventano inevitabili rivalse del tipo: “Mi devi più rispetto, più attenzioni, perché io sono migliore di te”… No: sappiate riconoscervi per quello che siete e volervi bene così, come fa Dio con noi.

Oggi avviene una cosa specialissima che in nessun’altra parte del mondo è accaduta e mai in nessuna parte del mondo accadrà: che Luca accolga Loredana come sua sposa e Loredana accolga Luca come suo sposo, per sempre, come unico amore. Questo miracolo che oggi avviene profuma di eternità di Dio, è inserito nella vita divina. E se questo si può dire per ogni matrimonio, tuttavia il vostro rimane unico, comunque!

Davanti a questo avvenimento unico e nuovo io vi dico: merita di essere vissuto fino in fondo, perché sarà d’ora in poi il vostro modo di conoscere Dio, di realizzarvi, di sperimentare la gioia autentica, di diventare santi: insieme!

 

Noi celebriamo il matrimonio all’interno della Messa per ricordare che la vostra unione è inserita nel mistero del sacrificio della croce di Cristo, che si è donato per la sua sposa, la Chiesa. Cristo ha amato la Chiesa, ma direi l’umanità, fino al dono totale di se stesso, fino a farvi consumare nell’amore, nel perdono, nella comprensione. Consumate così il vostro amore, giorno dopo giorno. E qui vivrete il miracolo che cosnumandolo così in realtà lo rafforzate e irrubostite.

Attingete a piene mani a questa fonte inesauribile, cioè alla passione di Cristo e alla sua Resurrezione.

Allora sarete certamente felici. Potrà capitare che non diventerete ricchi, ma sarete felici nel farvi felici a vicenda e nel rendere felici gli altri. E questo sarà il vostro premio e la vostra consolazione.

Allora: auguri di felicità, auguri perché possiate costruire la vostra casa, il vostro amore, sulla roccia che è Cristo, perché possiate testimoniare ai vostri amici, ai vostri parenti, ai vostri figli, alle persone che vi incontrano, la bellezza di donarsi l’uno all’altra, la gioia di perdonarsi, la santità del vostro matrimonio.

E così sia.

p. Stefano Liberti

Omelia per un matrimonioultima modifica: 2010-08-23T11:56:37+02:00da borgosotto
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2 pensieri su “Omelia per un matrimonio

  1. A volte bastano davvero poche parole per non sentirsi soli… a volte tutte le parole del Mondo non bastano a tenere unite due persone che si sono amate, rispettate, cercate, protette, divertite per 10 anni, ma che poi quasi incredibilmente e all’improvviso PERSE.
    probabilmente spesso non abbiamo vicino persone che ci sanno aiutare… probabilmente si è più deboli di quanto ci si aspetta… probabilmente all’inizio pensi che non sarai di certo tu ad entrare in una di quelle stupide classifiche che aumentano i dati di separazioni… però poi ci sei.
    grazie per le parole, ma a volte non bastano, a volte servirebbe far tornare indietro il tempo…

  2. Grazie Padre. Sono pieno di gioia, mi sento ricco in abbondanza, libero nella mente. Le tue attenzioni, i tuoi occhi brillanti, le tue parole destano lesti in me un sano benessere, una quiete interiore, una carica nello spirito che non solo conforta ma predispone all’azione di domani. Bloccato, incollato con l’udito al suono fresco del tuo lessico di ritmo calzante e calibrato, allieto senza fatica minima il mio intelletto che,assetato di scopi e progetti, si acquieta e assorbe la potenza magna del messaggio divino. L’etereo e invisibile Padre Celeste mi viene così a toccare, infonde una pienezza nel mio spirito e mi solleva . Dal raggiunto benessere si diparte uno sferzante entusiasmo, paladino di nuove opere e di nuova vita. Il desiderio si fa manifesto, l’astratto disegno prende forma, i tasselli
    di dimenticate o salde intenzioni si accostano a formare un definito puzzle. L’espressione stessa di queste mie parole e’ ad ora spinta da irrefrenabile certezza. La fede e’ un dono che ciascuno di noi deve riscoprire. Stefano, la tua missione ti porta a noi. E’ difficile scorgere in te la sola dimensione di uomo. E’ immediata per contro la percezione dell’azione di Cristo. Il tuo ruolo sacerdotale e’ limpido, la tua comunicazione profuma di ricercata qualità’ e di inesauribile volontà . Grazie per averci trovato.
    Luca

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