Blair: “Diventare cattolico è stato come tornare a casa”

di Enrico Franceschini, La Repubblica 20.9.10

L´ex premier parla della sua conversione 

Londra – La visita di Benedetto XVI dà l´occasione a Tony Blair di parlare per la prima volta della sua decisione di convertirsi al cattolicesimo. L´ex premier laburista ne ha discusso ieri mattina in un´intervista al secondo canale radiofonico della Bbc. Eccone un estratto.

Lei ha incontrato il papa, che effetto le ha fatto?

«È una persona molto gentile e intelligente. La qualità della sua mente lo fa descrivere a volte come distaccato e freddo, ma io l´ho trovato immensamente cordiale e caloroso. È un grande intellettuale, ma anche una persona semplice, dotata di grande umanità. Penso che questo sia risultato evidente nel corso della visita».

La sua conversione al cattolicesimo, due anni fa, ha fatto molto discutere. Perché lo ha fatto?

«È stato come tornare a casa. Ero attirato dal fatto che il cattolicesimo è una religione universale, presente in ogni Paese. Ed è la religione di mia moglie e dei figli. Per me abbracciare il cattolicesimo non vuol dire mancare di rispetto alla religione anglicana, ma soltanto trovare la casa più adatta a me. Peraltro sono un fautore della comunione tra tutte le fedi cristiane, così come del dialogo con le altre fedi, che è l´obiettivo della mia fondazione».

Perché ha atteso di essersi dimesso da premier, per convertirsi?

«La decisione era già presa, ma se l´avessi fatto durante la mia premiership i media mi sarebbero saltati addosso. Avevo già abbastanza problemi».

Lei ha ricevuto un´educazione religiosa?

«Sì e no. Mia madre era anglicana, ma non molto praticante. Mio padre è ateo. Poi, a Oxford, durante l´università, uno straordinario docente mi ha fatto avvicinare alla fede, permettendomi di capire che religione e ragione possono convivere. Avevo un desiderio di religiosità, e l´incontro con quell´insegnante  mi ha permesso di soddisfarlo».

Essere cattolico non la mette in contraddizione con le leggi da lei promulgate, sull´aborto, sulla contraccezione, sulla ricerca scientifica?

«Ho le mie idee e le mantengo anche ora che sono cattolico. Sono certo che molti cattolici hanno idee differenti da alcune dottrine della fede, ma ciò non impedisce loro di definirsi tali».

Una volta il suo portavoce Alastair Campbell disse che a Downing street “non ci si occupa di Dio”. E lei stesso più tardi ha rivelato che l´avrebbero presa per matto, se si fosse saputo che pregava e chiedeva il conforto del Creatore.

«È un problema della nostra cultura europea. Quando Obama finisce un discorso con le parole, “Dio benedica l´America”, nessuno si meraviglia. Anch´io avrei voluto dire talvolta, “Dio benedica la Gran Bretagna”, ma qui da noi non si può fare, altrimenti si viene accusati di essere una teocrazia o qualcosa del genere».

La fede ha cambiato il suo modo di fare politica?

«Mi ha dato più coraggio nel prendere certe decisioni. Non è che vado in un angolo e chiedo a Dio: devo alzare il minimo salariale? La fede non ti aiuta a decidere cosa è giusto, ma ti dà la forza per decidere».

Anche quando la decisione è una guerra che fa migliaia di morti?

«È una decisione molto difficile. Ma anche decidendo di non intervenire, come in Bosnia o in Ruanda, puoi causare migliaia di morti».

Prega spesso?

«Prego. E leggo la Bibbia. E pure il Corano. L´ho letto anche ieri sera. Mi aiuta a capire quanto siano simili le nostre religioni. Il ventesimo secolo è stato il secolo dei conflitti ideologici. Il ventunesimo rischia di essere quello dei conflitti religiosi. Ma possiamo impedirlo, con il dialogo, conoscendoci meglio. Come anche questo viaggio del papa aiuta a fare».

Blair: “Diventare cattolico è stato come tornare a casa”ultima modifica: 2010-09-20T15:43:39+02:00da borgosotto
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