Messaggio a seminaristi: fate crescere comunione fra uomini

Papa: Chiesa non è associazione di cui bisogna aumentare i membri

Roma, 18 ott. (Apcom)

Il sacerdote “non è l’amministratore di una qualsiasi associazione, di cui cerca di mantenere e aumentare il numero dei membri. E’ il messaggero di Dio tra gli uomini. Vuole condurre a Dio e così far crescere anche la vera comunione degli uomini tra di loro”: lo sottolinea il Papa nel messaggio ai seminaristi scritto in occasione della fine dell’anno sacerdotale.
“Per questo, cari amici, è tanto importante che impariate a vivere in contatto costante con Dio”, prosegue Ratzinger, che invita i preti a non trascurare la preghiera quotidiana. “Perciò è importante che il giorno incominci e si concluda con la preghiera. Che ascoltiamo Dio nella lettura della Scrittura. Che gli diciamo i nostri desideri e le nostre speranze, le nostre gioie e sofferenze, i nostri errori e il nostro ringraziamento per ogni cosa bella e buona, e che in questo modo lo abbiamo sempre davanti ai nostri occhi come punto di riferimento della nostra vita. Così diventiamo sensibili ai nostri errori e impariamo a lavorare per migliorarci; ma diventiamo sensibili anche a tutto il bello e il bene che riceviamo ogni giorno come cosa ovvia, e così cresce la gratitudine”.

© Copyright Apcom

PAPA: NAZISTI E PEDOFILI HANNO ATTENTATO AL SACERDOZIO

(AGI) – CdV, 18 ott.

(di Salvatore Izzo)

Il nazismo intendeva eliminare il sacerdozio.
Lo ricorda il Papa nella Lettera indirizzata ai seminaristi di tutto il mondo a conclusione dell’Anno Sacerdotale. “Nel dicembre 1944, – rivela Benedetto XVI – quando fui chiamato al servizio militare, il comandante di compagnia domando’ a ciascuno di noi a quale professione aspirasse per il futuro. Risposi di voler diventare sacerdote cattolico.
Il sottotenente replico’: ‘allora lei deve cercarsi qualcos’altro. Nella nuova Germania non c’e’ piu’ bisogno di preti'”.
“Sapevo – continua il Pontefice nella sua Lettera – che questa ‘nuova Germania’ era gia’ alla fine, e che dopo le enormi devastazioni portate da quella follia sul Paese, ci sarebbe stato bisogno piu’ che mai di sacerdoti”. Oggi, riconosce Ratzinger, “la situazione e’ completamente diversa” ma ugualmente, aggiunge, “molti pensano che il sacerdozio cattolico non sia una ‘professione’ per il futuro, ma che appartenga piuttosto al passato”.
E soprattutto “di recente abbiamo dovuto constatare con grande dispiacere che sacerdoti hanno sfigurato il loro ministero con l’abuso sessuale di bambini e giovani”. “Anziche’ portare le persone ad un’umanita’ matura ed esserne l’esempio, con i loro abusi hanno provocato – lamenta il Papa teologo – distruzioni di cui proviamo profondo dolore e rincrescimento”.
“Cio’ che e’ accaduto deve renderci piu’ vigilanti e attenti”, scrive ancora il Papa in merito allo scandalo degli abusi. “A causa di tutto cio’ – sottolinea rivolgendosi ai futuri sacerdoti – puo’ sorgere la domanda in molti, forse anche in voi stessi, se sia bene farsi
prete; se la via del celibato sia sensata come vita umana. L’abuso, pero’, che e’ da riprovare
profondamente, non puo’ screditare – afferma Ratzinger – la missione sacerdotale, la quale rimane grande e pura”.
“Grazie a Dio, tutti conosciamo – infatti – sacerdoti convincenti, plasmati dalla loro fede, i quali testimoniano che in questo stato, e proprio nella vita celibataria, si puo’ giungere ad un’umanita’ autentica, pura e matura”.
“Gli anni nel seminario – raccomanda il Pontefice – devono essere anche un tempo di maturazione umana. Per il sacerdote, il quale dovra’ accompagnare altri lungo il cammino della vita e fino alla porta della morte, e’ importante che egli stesso abbia messo in giusto equilibrio cuore e intelletto, ragione e sentimento, corpo e anima, e che sia umanamente ‘integro’. La tradizione cristiana, pertanto – ricorda la Lettera del Papa – ha sempre collegato con le ‘virtu’ teologali’ anche le ‘virtu’ cardinali’, derivate dall’esperienza umana e dalla filosofia, e in genere la sana tradizione etica dell’umanita’”.
Benedetto XVI cita San Paolo per il quale “quello che e’ vero, quello che e’ nobile, quello che e’ giusto, quello che e’ puro, quello che e’ amabile, quello che e’ onorato, cio’ che e’ virtu’ e cio’ che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”. “Di questo contesto – rileva – fa parte anche l’integrazione della sessualita’ che nell’insieme della personalita’ riguarda lo sviluppo del proprio essere umano”.
Nella lettera ai seminaristi di tutto il mondo, Benedetto XVI ricorda poi che “il sacerdote non e’ l’amministratore di una qualsiasi associazione, di cui cerca di mantenere e aumentare il numero dei membri. e’ il
messaggero di Dio tra gli uomini. Vuole condurre a Dio e cosi’ far crescere anche la vera
comunione degli uomini tra di loro”. “Per questo – spiega ai futuri preti – e’ tanto importante
che impariate a vivere in contatto costante con Dio”. E – aggiunge Ratzinger – “incessantemente vi prego: studiate con impegno, sfruttate gli anni dello studio: non ve ne pentirete”. E se anche “le materie di studio sembrano molto lontane dalla pratica della vita cristiana e dal servizio pastorale”, la formazione del sacerdote e’ importante a prescindere dalla utilizzazione pratica che poi avranno i singoli elementi acquisiti: infatti “e’ completamente sbagliato porre sempre subito la domanda pragmatica: mi potra’ servire questo in futuro? Sara’ di utilita’ pratica, pastorale?”.
Il Pontefice dedica un capitolo del suo documento al tema del discernimento vocazionale, sottolineando che “la decisione per il sacerdozio si forma oggi spesso nelle esperienze di una professione secolare gia’ appresa. Cresce spesso nelle comunita’, specialmente nei movimenti, che favoriscono un incontro comunitario con Cristo e la sua Chiesa, un’esperienza spirituale e la gioia nel servizio della fede”.
“I movimenti – afferma – sono una cosa magnifica. Voi sapete quanto li apprezzo e amo come dono dello Spirito Santo alla Chiesa”. Ma essi, tiene a chiarire Benedetto XVI, “devono essere valutati secondo il modo in cui tutti sono aperti alla comune realta’ cattolica, alla vita dell’unica e comune Chiesa di Cristo che in tutta la sua varieta’ e’ comunque solo una”. Ed “i seminari – conclude – e’ il periodo nel quale imparate l’uno con l’altro e l’uno dall’altro. Nella convivenza, forse talvolta difficile, dovete imparare la generosita’ e la tolleranza non solo nel sopportarvi a vicenda, ma nell’arricchirvi l’un l’altro, in modo che ciascuno possa apportare le sue peculiari doti all’insieme, mentre tutti servono la stessa Chiesa, lo stesso Signore. Questa scuola della tolleranza, anzi, dell’accettarsi e del comprendersi nell’unita’ del Corpo di Cristo, fa parte degli elementi importanti degli anni di seminario”.

© Copyright (AGI)

Messaggio a seminaristi: fate crescere comunione fra uominiultima modifica: 2010-10-19T08:40:55+02:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento