Tom Waits, un nostalgico di Dio

CultBook – Canzoni (Tom Waits) from stas gawronski on Vimeo.

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«Incidere una canzone è come catturare un passero: devi farlo senza rischiare di ucciderlo. A volte per la fretta di trasferire una canzone su disco ti resta in mano un pugno di piume, e il passero, cioè la canzone, è volato via». Così si esprimeva Tom Waits in un’intervista, concentrando in immagine l’esperienza artistica che vive dal 1973, data di incisione del suo primo disco, al quale sono seguiti, fino ad oggi, una trentina di album, se includiamo anche quelli antologici. Il musicista sembra voler dire che l’ispirazione ha le ali, e la composizione, se non è attenta, rischia di mortificarla, di ridurla a un pugno di piume.

L’ispirazione di Waits, artista a tutto campo, è strettamente legata ai protagonisti delle sue ballate: quel popolo delle badlands composto di perdenti e di gente che popola i bassifondi. Waits stesso ha dato un volto a questi personaggi, apparendo in ben 30 film, alcuni dei quali di successo, lavorando per vari registi (tra i quali Sylvester Stallone, Francis Ford Coppola e Robert Altman) e impegnandosi anche in due collaborazioni teatrali. È stato inoltre autore delle musiche originali di undici film. La sua ispirazione è dunque tutt’altro che volatile. Semmai è un cane randagio, difficile da imbrigliare. […]

http://www.bombacarta.com/2007/03/21/tom-waits-%C2%ABe-lalba-esplose-come-una-frustata%C2%BB/

La discografia ragionata di Tom Waits e la sua ricerca spirituale in una puntata di CultBook, trasmissione in onda sulla Rai.

 

Tom Waits, un nostalgico di Dioultima modifica: 2010-11-10T22:38:00+01:00da borgosotto
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