“GETTAVANO LA RETE IN MARE”

(Tratto da “SIMONE CHIAMATO PIETRO”di Mauro Giuseppe Lepori, Marietti)

Un pescatore che getta la rete. E’ nell’atto di gettare in mare la rete che gli occhi del Signore hanno visto per la prima volta Simone, il pescatore, nella sua barca assieme a suo fratello Andrea.

Gesù passava di là, come per caso. Era uno sconosciuto appena uscito dall’ombra di Nazareth. Non ha ancora un gran che da fare: la gente non lo conosce ancora, ma presto la tranquillità sarà finita. Ora passeggia sulla riva del mare di Galilea. Guarda tutto. Tutto è bello per colui che coglie in ogni dettaglio della creazione, in ogni sfumatura del tempo e della luce, l’amore del Padre, di suo Padre. (…)

Lui era lì, solo. Ecco una barca. Il suo villaggio era lontano dal mare, e ogni volta che vedeva l’immensa distesa d’acqua, e che vedeva uomini capaci di affrontarlo, ne era affascinato. Anche adesso si mette a fissare quei due uomini sulla barca. Si assomigliano, probabilmente sono fratelli. Uno, che deve essere il maggiore, comanda e dirige, a volte bruscamente, tanto più che l’altro ha un’aria taciturna e più riflessiva(…).

I due pescatori avevano ritirato il loro giacchio, una rete con un’intelaiatura fatta di pertiche, che ha la forma di una gabbia dalla quale i pesci non possono uscire troppo facilmente. Il bottino non era eccezionale, e il fratello maggiore brontolava e sembrava rimproverare il più giovane che l’ascoltava pazientemente. Doveva essersi abituato a sopportare il suo carattere. Ora la barca s’avvicinava alla riva e Gesù era così vicino al mare che la schiuma fresca delle onde gli lavava i piedi impolverati. Fissava soltanto i due uomini e un immenso flusso di tenerezza s’impadroniva del suo cuore. I due lo scorsero, e Simone smise di rimbrottare suo fratello. “Cos’ha da fissarci così?”, disse ad Andrea a denti stretti. Continuarono in silenzio i gesti abituali dell’accostamento, ma ormai la loro attenzione era attirata dall’uomo che sembrava attenderli sulla riva.

Andrea sussurrò a Simone: “Lo riconosco: è il Rabbi che ho incontrato l’altro giorno con Giovanni!”. Ma scendendo dalla barca, Simone vide che l’uomo fissava più lui che suo fratello. Non aveva mai visto un volto così bello. Un volto triste e lieto nello stesso tempo.

Simone si sentì invadere da una dolcezza immensa, tanto che dimenticò tutto, tutto quello che lo irritava ogni giorno: la barca, i pesci, la pesca, il mare, il fratello, la moglie, la suocera. Non esisteva altro che quel volto.

All’improvviso una remota tristezza cominciò a salirgli dentro, come da un abisso ignoto, una tristezza che non aveva mai provato prima. Era spesso di cattivo umore, ma essere triste non gli era connaturale. Eppure, Simone sentiva che quella tristezza gli risultava dolce. L’aveva per così dire bevuta dagli occhi di quell’uomo, come quando si buttava assetato sul secchio dell’acqua che sua moglie gli teneva pronto per il suo rientro dalla pesca, disgustato dall’acqua del lago che gli era schizzata addosso.

L’uomo sulla riva sembrava perso nei suoi pensieri segreti e le sue labbra sembravano voler esprimere una parola (…) Era come se da quella parola dipendesse la direzione verso la quale lo avrebbe trascinato la tristezza che quegli occhi comunicavano. E Simone intuiva che questa tristezza non gli lasciava nessuna alternativa fra la salvezza e la perdizione. Il suo volto, senza saperlo, diventava sereno, perché stava dimenticando le tensioni superficiali che gli avevano fatto aggrottare la fronte. Grazie a quel prodigio, il burbero Simone ritrovava il volto della sua infanzia? Solo nel momento in cui egli sentì uno strano nodo alla gola, si rese conto che l’uomo misterioso gli stava cambiando il cuore. Allora sorrise, e sapeva di aver già accettato qualsiasi parola sarebbe uscita da quelle labbra che ora gli sorridevano.

 

ë      Qual’è il momento in cui Pietro è cambiato e cosa ha detto?

________________________________________________________________________________________________

 

ë      Gesù chiede a Pietro di fidarsi di lui, della sua parola, perché gli voleva bene.

Cosa vuol dire fidarsi di Gesù alla tua età?

________________________________________________________________________________________________

 

ë      Riesci a fidarti di Gesù? Perché?

_______________________________________________________________________________________________

E ora tocca te.

Dopo tutto quello che hai sentito, letto e pensato, con calma, prova a scrivere il tuo progetto di vita: che tipo di persona ti piacerebbe diventare, i valori in cui credi, che posto ha Gesù nella tua vita…

IL MIO PROGETTO:

________________________________________________________________ǁ

“GETTAVANO LA RETE IN MARE”ultima modifica: 2010-11-11T08:38:54+01:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento