IL BASTONE DEL PELLEGRINO

 “ Se fossi uno degli Undici,  ai quali Gesù nel giorno dell’Ascensione disse : – Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura… Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, fino agli estremi confini della terra – io, dopo essere andato a salutare Maria, la Madre, nell’atto di congedarmi dai fratelli, sapete che cosa prenderei con me? Anzitutto, il bastone del pellegrino. Poi la bisaccia del ricercatore. E occhi nuovi per vedere.

 “IL BASTONE DEL PELLEGRINO “ : tutti in cammino verso una fedeltà più aperta

Il bastone del pellegrino è il simbolo pastorale evocatore della transumanza ( trans-humus: passare da una terra all’altra)…Il bastone è il simbolo del cammino, faticoso e purificatore, che ogni cristiano deve compiere. Il bastone   è una provocazione permanente a lasciare gli antichi bivacchi attorno a cui il racconto delle gesta dei padri è appagante. Oggi bisogna lasciare la staccionata delle rassicuranti masserie di famiglia, e mettersi con coraggio sulle strade dell’esodo. Verso gli incroci dove confluiscono le culture e le razze si rimescolano, e le civiltà sembrano tornare  all’unica placenta che le ha generate, e i popoli ( tra slanci universali e ripiegamenti nazionalisti) ridefiniscono la loro identità.

Ma il bastone non ci provoca solo a metterci in viaggio. Ci provoca , soprattutto, a metterci in viaggio verso la montagna di Dio. Come Mosè, verso il Sinai. Come Elia, verso l’Oreb. Alla ricerca ,cioè ,del suo vero volto,che trascenda le immagini fatte da mano d’uomo. Fino a quando lo contempleremo così come Egli è.

Di questa purificazione del volto di Dio, che ne deterga l’immagine da ogni crosta terrena, noi oggi abbiamo estremo bisogno.

Ecco perché il confluire sull’unico crocicchio di più religioni, più che tentarci ad entrare nel gioco della concorrenza, per piazzare la nostra merce sui mercati generali dello spirito, deve spingerci ad un processo di cambiamento interiore. Che ci impedisca la pietrificazione di Dio. Che ci preservi dall’assolutizzare i nostri sguardi parziali puntati su di Lui. Che ci allontani la tragedia di frenare la corsa degli uomini verso traguardi di solidarietà planetaria. Che ci renda capaci di percepire l’anelito di quel respiro universale che prorompe dalle viscere della terra e supera ogni limite  creato dall’uomo.

Questo cambiamento interiore di cui abbiamo bisogno, non vuole  mettere in crisi la nostra identità religiosa. Tutt’altro. Il primo nostro dovere è quello di restare fedeli all’identità che ci connota. Un’ identità aperta però. Che va ritenuta non come il tutto, ma come un frammento del tutto, nascosto ancora nel futuro. Guai, perciò, a fare del nostro frammento la misura del tutto. Senza questo sforzo di trascendenza, simbolizzato dal bastone del pellegrino, anche dietro l’altare più santo è in agguato  l’idolatria.

 ( tratto da : “ Non c’è fedeltà senza rischio” di Don Tonino Bello)  

IL BASTONE DEL PELLEGRINOultima modifica: 2011-02-01T11:52:01+01:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento